LA FORZA DELLE TRIBÙ NEL CLUBBING

C’è una frase che mi ha ispirato e ha finito per catalizzare la mia attenzione. L’attinenza al mondo della notte, beh, non ha fatto altro che svegliare i miei neuroni.


“Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni.”
Queste sono le parole di Alce Nero, capo della tribù dei Sioux.

 Il paradosso di un mondo iper-connesso, con cui il clubbing del futuro dovrà misurarsi, è che risulta sempre più difficile stabilire connessioni profonde, vere, autentiche

(A maggior ragione dopo sto periodo, che più pandemico non si può…) 

Abbiamo dannatamente bisogno del contatto con altre persone….Tanto più se avvertiamo che queste persone siano simili a noi. Questo sarà un bisogno profondo che i locali desiderosi di ritagliarsi un posto nel  Clubbing 2.0 dovranno saper soddisfare. 

Come abbiamo visto, analizzando quello che la storia ci ha rivelato forte e chiaro, la necessità dei frequentatori dei locali è quella di trovare una Tribù. Un gruppo di pari a cui appartenere. 

I successi della Romagna negli anni ’90 erano tutti arroccati su questo banale ma non semplice concetto. Eh sì, my friend, chi frequentava un locale, si sentiva parte di una TRIBÙ, ed era disposto a tutto pur di esserci. (Anche a farsi ore e ore di treno per andare e per tornare…) 

Quelle della riviera erano per lo più tribù volte al culto della musica House
(le mie preferite….ehehhehe)

Ma poi, se ci spostiamo, c’erano anche le tribù toscane, decisamente più progressive. 

E il curioso case-study del Plastic di Milano è un altro palese esempio.
Come anche tutto il movimento di “Generazione Diabolika”, del resto…

Una cosa è certa. 
Le tribù sono dei “luoghi protetti”, all’interno dei quali si finisce per innamorarsi di un misterioso senso di appartenenza
E quando subentra quest’ultimo, per un locale, credimi, fa tutta la differenza del mondo.

E sai perchè?

I membri di una tribù non sentono il peso del giudizio altrui. 

Si sentono liberi di fare, di osare, di corteggiare, di trasgredire senza doversi sentire additati. Subentra un legame indissolubile tra i membri e quelle quattro mura.


Vogliamo parlare di storia più recente? Beh, Cercle è un modello di business incredibilmente fondato sul volersi sentire parte di qualcosa e…. Beh, sta facendo la differenza in tutto il mondo. L’esempio più semplice e famoso a cui guardare? Le squadre sportive.

 Che sia calcio, basket o qualsiasi altro sport, un club professionista è nient’altro che una tribù, una sorta di religione che unisce persone in linea con i suoi valori e con i suoi obiettivi. Il “fare-spogliatoio” è l’emblema di questa condivisione.


 Si esulta all’unisono per i traguardi raggiunti, ci si fa forza a vicenda nei momenti “losers” e si costruiscono relazioni vere, a volte indissolubile.   

Ma come possiamo portare questo concetto neibusiness by night?

Se si tratta di un personal brand, come quello di un Dj, di un organizzatore, di un Pr è un pochino più facile creare e coltivare questa relazione.  Troviamo invece un po’ meno immediato sviluppare la stesso rapporto empatico nei confronti di un luogo, come un locale appunto. 

Ma perché succede questo? Beh, le persone vogliono seguire altre persone

Fai una prova tu stesso: scorri l’elenco degli utenti che segui. Avrai una sorpresa, il 95% di chi segui sono persone. 

Tendiamo a non seguire i brand.  Del resto mica si può parlare con un logo?! Eheheh… Siamo umani, quindi cerchiamo umani come noi. Facce, storie, umanità. 

” Hai mai pensato a come si potrebbe raggruppare una tribù intorno a noi stessi, al nostro club o a uno dei locali con cui collaboriamo? “ 

La connessione umana annulla quella barriera e quella diffidenza che potrebbe rendere più difficile il processo di attrazione e di fidelizzazione dei clienti. 

Lo abbiamo ripetuto centinaia di volte, la storia del Clubbing è entrata in una nuova era. 

Dopo l’epoca delle grandi discoteche, i club hanno guadagnato sempre più mercato.  Questi luoghi, dopo la pandemia, dovranno rispondere a una sempre maggior richiesta di “tribalità”. Nel nuovo mondo andremo incontro ad un modello ibrido. 


Le persone andranno di nuovo nei locali, pur continuando ad usufruire di forme di divertimento home-style.  Eh sì, sarebbe stupido pensare che Netflix, Prime Video non saranno dei nostri competitors indiretti. La pigrizia, la comodità a cui questi ultimi anni ci stanno abituando, saranno nemici per la pelle.

Il divano sarà il nostro peggior nemico” – parole con cui il mitico Bardo (manager del Cocoricò) ha commentato la “live-lessondell’altra sera.

E le connessioni vere con i nostri clienti saranno il miglior antidoto. 

Quindi, come possiamo costruire la nostra tribù?

Beh, il primo passo è avere un metodo che ci permetta di lavorare sul sistema di credenze e sulla creazione di abitudini e rituali. 

Nell’Academy Vademecum Nox ovviamente ti spiegheremo tutto, ma proprio tutto nel dettaglio, ci saranno diverse lezioni riguardanti sia il mindset tribale, sia il tribal marketing

Ci sono parecchi sistemi che abbiamo escogitato nei nostri bunker segreti per poter stracciare 4-0 i “divani nemici”, per poter creare e rafforzare nuove abitudini. 

Un’abitudine è essenzialmente un comportamento che viene ripetuto nel tempo in maniera quasi automatica o comunque senza particolare resistenze all’azione.(Ogni Sabato sera sentiamo l’esigenza di andare in quel determinato Club e, a forza di ripetere con cadenza settimanale questa azione, diventa un’abitudine).

Un rituale, così come un’abitudine, non è altro che un insieme di azioni che si ripetono uguali.  

Le religioni sono chiaramente un grande esempio di ritualizzazione dell’esperienza.  Ora capisci l’importanza di sviluppare un nuovo modo di pensare e vedere “la notte”?!  Capisci perché abbiamo deciso di comprimere dentro a questa Academy la passione per un lavoro, 40 anni di storia filtrandola con un mindset avanguardistico?!  

Abbiamo studiato ogni pattern ricorrente della storia del clubbing italiano. Ripeto, 40 anni di storia.   E come ti dicevo qualche giorno fa continuiamo “day by day” a guardare il passato in chiave critica e mai nostalgica, per portare il meglio del passato nel futuro. 

That’s all.
Un saluto dal tuo tribalista preferito. 

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