VINCERANNO I VECCHI PR O GLI ALGORITMI ?!

Da diversi mesi gli esperti del settore parlano di come il futuro del clubbing dovrà essere più autentico, meno “fake”. Una miscela di genuina empatia, connessione strategica e leadership etica.

Questa è l’unica strada percorribile per tornare ad influenzare le persone, l’unica strada per risanare gli equilibri che avevano mandato in burrasca i principi cardine su cui poggiava il Mondo della Notte.

Queste sono le premesse da cui è scaturito un sondaggio sulla community Clubbers ed un dibattito su ClubHouse, in una room che contava oltre 100 addetti ai lavori, tra gestori, pr e opinion leader vari.

Il topic ha condotto ad una domanda che ha visto aprirsi un contraddittorio tra i sostenitori delle pubbliche relazioni classiche, analogiche e quelli del digital marketing avanzato.

Una volta non esistevano nè i social media nè l’attuale rete di iper-connessione.
Le pubbliche relazioni canoniche erano il principale canale di acquisizione per una discoteca. Effettivamente le trattative si facevano solo con persone che si conoscevano direttamente.
I pr “vecchia-scuola” avevano solo tre armi a disposizione: spedizioni postali (usate pochissimo), il telefono e … il “face to face“!!

Le relazioni personali erano l’ABC della persuasione. Si poteva conquistare l’influenza su nuovi clienti dopo una semplice stretta di mano, una risata condivisa o una gentilezza. Nel 2021 invece questo rapporto causa-effetto non è più così stretto.

In un mondo iperconnesso si possono stringere amicizie e relazioni anche dentro una room di ClubHouse in piena notte, o all’interno di un Mastermind (come ha dimostrato il pre-lancio di Vademecum Nox a Gennaio).

ALT!! Urge sottolineare una cosa IMPORTANTE!
Il valore intrinseco e relazionale dell’influenza sul grande pubblico non è mutato più di tanto.


L’empatia e la credibilità sono ancora solide basi indispensabili per le relazioni interpersonali.

Tuttavia, oggigiorno, la grandissima varietà di mezzi comunicativi innovativi rende possibile la fase di “Acquisition” anche in assenza delle canoniche forme di pubbliche relazioni.
Stiamo parlando di nuovi modi di riempire i locali, grazie a forme evolute di acquisizione della clientela

I sondaggi che abbiamo citato all’inizio di questo articolo parlano chiaro. L’80% degli addetti ai lavori hanno risposto con fermezza che secondo loro, nel Clubbing 2.0, le pubbliche relazioni analogiche lasceranno il posto al digitale.


Siamo di fronte alla messa in pratica in uno dei più grandi slogan evolutivi: “Il Nuovo che avanza“ !!

Molti locali non affideranno più il loro canale di acquisizione a grossi plotoni di pr! È un dato di fatto, che piaccia oppure no.

Devi sapere che la figura del pr, originariamente, era molto diversa da quella che intendono i giovani oggi.

Eh giá my friend…

C’ERA UNA VOLTA IL PR

Tanti anni fa, quando il Clubbing viveva la sua “Golden Age”, il pr era un vero Ambassador del locale in cui lavorava, colui che teneva alta la bandiera del club in ogni luogo che era solito frequentare e soprattutto, “all week long”.

È più che doverosa una precisazione. Il fatto che fossero degli “ambassadors” sottintende una cosa importante, ossia che fossero i primissimi “real lovers” del prodotto che quel determinato locale proponeva.

Questi sì che erano veri Pr (con la “P” maiuscola) , veri eroi.
Il fatto è che, purtroppo, sono una razza in via d’estinzione..!

Qui devo aprire una parentesi per non rischiare di essere frainteso.
Laddove esistessero ancora esemplari di questa “rara specie”, beh… tuteliamoli! Salvaguardiamoli!!
Ovviamente quando poco fa parlavo di sostituire le pubbliche relazioni classiche, non mi riferivo a loro. La 
mia storia personale, del resto, parla chiaro: nacqui proprio come pr nel lontano 1998 ).


Bisogna peró ammettere che le pr hanno subito una mutazione nel corso degli anni.

È nato il fenomeno dei pr che si muovono in branco, mettendo “sotto-scacco” (per non dire alla gogna) i locali con cui collaborano. Locali di cui spesso per assurdo, finiscono per prenderne le redini, imponendo scelte obbligate, talvolta persino a livello artistico.

Chi fa questo mestiere sa bene a cosa sto alludendo.
Tutti lo sanno. Che poi nessuno abbia il coraggio di dirlo, beh, questo è un altro discorso.

“Muoversi in branco” è un po’ sinonimo di “vendere per vendere”, vendere ad ogni costo pur di sentirsi “fighi” all’interno del branco stesso. Eh sì, i grandi staff hanno iniziato a mettere il profitto al primo posto, sbilanciando gli equilibri del mercato e quindi causando la graduale estinzione dei veri “pr ambassador” citati prima.

Per carità, è giusto non fare di tutta l’erba un fascio, ci mancherebbe.
Tra questi colossi organizzativi esistono le mosche bianche. Le riconosci perchè, spesso e volentieri, propongono un genere musicale ben definito, tutti i loro pr e sotto-pr, sposano quel mood (vendendo quindi un prodotto musicale che a loro, in primis, piace da impazzire).

Beh… onore a questi gruppi, eticamente coerenti ed integri.


Il problema sai qual è?

Che a quanto pare la stra-grande maggioranza delle pubbliche relazioni moderne, non é così.

Non dirmi che non hai mai fatto caso a pr che amano la musica di tendenza che si trovano a dover vendere una serata Hip-Hop / Reggaeton o viceversa?! O ancora… pr che invitano a random chiunque respiri, senza targhettizzare minimamente gli inviti.

Ormai lo sanno anche i bambini quanto sia deleterio per il proprio business invitare (e quindi far affluire in un locale) persone fuori target. Che per ovvi motivi, non apprezzeranno il party, finendo con ogni probabilità, per denigrarlo.

Tutto questo senza calcolare che la disomogeneità di pubblico che si va a creare è “velenosa” ai fini dell’atmosfera che il DJ, da buon artigiano della consolle, dovrebbe impegnarsi a creare.

Eppure ultimamente sembrava funzionare proprio così. Messaggi broadcast a tutta la rubrica e via, nella più brutale e apocalittica forma mentis: “vendere per vendere“.

Sappiamo bene che quando manca la passione, si finisce per smettere di correre e si inizia a camminare, svilendo il profilo di una professione un tempo iconica nel nostro settore.

Ecco perchè sono sempre più gli imprenditori che cercheranno di digitalizzare la prima fase del processo di vendita.


Ci tengo a sottolineare “la prima fase”, solo la prima fase! Quella di Acquisition. Poi, da quando i clienti varcano la soglia d’ingresso nel nostro club, gli algoritmi non servono più. Qui dovranno risalire in cattedra i rapporti umani, le persone ).


Lasciare lavorare gli algoritmi (al posto dei pr) in fase di awareness ed “avvicinamento” della clientela al nostro locale, ha degli enormi vantaggi.

1)
Innanzitutto potrebbe costare meno, molto meno.
Eh giá… perchè una volta acquisito un cliente, esso diventerà parte del famoso “indotto” del locale. Mi spiego meglio: il fatto che un cliente si trovi bene nel nostro club e decida di ritornare, non ci espone ad ulteriori costi.
Se un cliente che arriva da un pr torna 20 volte in una stagione, dobbiamo riconoscerlo e pagarlo a quel pr ogni volta; con il digital tutto ciò non accade per ovvi motivi; si paga il solo costo di “lead acquisition”).

2)
Le persone possono tradire, gli algortimi no!
Proprio così… con il digital-clubbing non si corre il rischio di infedeltà da parte dei gruppi di pr con cui, da un giorno all’altro, di colpo, si potrebbe litigare.
Sappiamo bene che quando un pr smette di lavorare in un locale e decide di “cambiare bandiera”, porterà nel nuovo locale tutti i suoi fedeli e NON SOLO!

(Figuriamoci quando a migrare non è un singolo, bensì grossi team di decine e decine di pr!)

3)
Appoggiandosi ad un advertiser “cazzuto”, come per magia, si risolve il problema sopra-citato della disomogeneità del target. Conseguentemente l’atmosfera del locale stesso ne beneficerà.
Se ti dovesse servire qualche contatto di “advertiser by-night” con gli attributi, visto che in Italia ce ne sono pochissimi, non farti problemi a chiedere! Scrivimi pure in privato, qualche consiglio agggrratis te lo posso dare!! )

Prima di prendere la decisione di passare definitivamente al “Digital”, è necessario specificare una cosa:


È fondamentale iniettare un po’ di umanità in tutti gli aspetti della nostra vita online, in modo da tenere in equilibrio presenza digitale e personalità carismatica.

È ovvio che nell’esporre un nuovo progetto, una nuova idea di serata, è più complicato riuscire a proiettare tutto il nostro entusiasmo da dietro una tastiera che non stando faccia a faccia con il nostro potenziale pubblico.

Questo perchè le emozioni sono difficilmente trasmissibili in mancanza del linguaggio verbale e para-verbale. L’avvento delle video-comunicazioni sembra aver un pochino abbattuto queste barriere ma, resta il fatto che, nulla è equiparabile il “face-to-face” da quel punto di vista.

Nella nostra academy ci sono diverse lezioni riguardanti la Comunicazione Carismatica, che può sopperire a questo problema a 360°.

Ecco perchè non ci stufiamo di dire che l’acquisizione della clientela sarà sempre più online ma, per riuscire a fidelizzare i clienti, bisogna agire ed operare offine, all’interno del locale.

Concludo lasciandoti una citazione su cui riflettere:

“Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.” – Roberto Benigni

A presto my friend!









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