LA VERA STORIA “BIG MAMA”…QUELLA CHE NESSUNO SA.

Accomodati sulla poltrona migliore che hai in casa, prendi carta e penna, e prepara un paio di espressi.
Ne avremo per un pó…

So che sembra impossibile, ma credimi, la Storia Big Mama per intero, forse la conosceranno in 2/3 persone
Il racconto degli inizi, dei miei primi anni è riassunto in quest’altro articolo: GLI ESORDI

Chi invece vuole saltarlo a piè pari, può partire direttamente da qui.

Fino all’esame di maturità, riuscii ad abbinare senza troppi problemi il liceo al luccicoso Mondo della Notte. 
I problemi arrivarono poco prima di compiere diciott’anni, nel momento in cui confessai ai miei genitori la “non intenzione” di iscrivermi all’università per potermi dedicare in toto alla mia passione. Quella stessa passione che stava divampando dentro di me e che, appunto, prendeva il nome di “clubbing”. 

Per un attimo pensai che di lì a poco sarebbe potuto andar in onda in quella stanza una sorta di spoiler dell’Apocalypse Now. Il mio tentativo fu un misero  fallimento e, con l’umore un po’ sotto le scarpe, mi iscrissi all’università.
Era il 2000 e dovevo studiare per quello che pensavo potesse essere il mio futuro: Economia. 
Sì hai capito bene, per non deludere i miei genitori, mi ero appena guadagnato una blocco insormontabile di 36 esami (più una discussione di tesi).

Fu così che mi trovai di fronte ad un bivio, un bivio che… “più dilemmoso non si può”!
Giorni di puro “imbrigliamento mentale”. Di quelli che, beh non auguro nemmeno al mio peggior nemico!!
Da un lato mi sentivo come se la strada universitaria fosse la sola via che il fato intendesse prescrivermi.
Ma, dall’altro… Devi sapere che io non ho mai amato seguire il gregge.

Già da bimbetto non mi immaginavo proprio in versione bellimbusto, giaccato & cravattato, imbottigliato nel traffico a fare un lavoro che odiavo, lamentandomi continuamente di tutto e tutti. Quella era una vita da “omologati-patentati” e “io-no-speak-omolagation-language”…

Se c’è una cosa che non mi è mai mancata, beh quella è la Resilienza, mi piego ma non mi spezzo, tendendo sempre a far di necessità virtù. Fu proprio questa mia caparbietà insita, miscelata ad una buona dose di “testa-dura-senza-paura”, che mi spinsero a non abbandonare del tutto le mie avventure by-night.

Indipendentemente dal mio percorso fra i libri, decisi che avrei continuato ad organizzare feste a a lavorare nei locali.
Poco importava se avrei dovuto passare 2/3 anni a dormire 2h a notte.

Madonna di Campiglio / Deniro Club / Tom Boy Club

Economia è per molti un’assicurazione sul proprio futuro. Allo stesso tempo, all’epoca, rappresentava una facoltà abbastanza impegnativa. Ora è un pò più easy, o almeno, così m’ha detto.

Non potevo “perdere tempo”.
Iniziai a macinare esami su esami. Anche se, era più il tempo che passavo a studiare il Clubbing che quello per preparare gli esami all’Amedeo Avogadro.

La cosa figa è che qui, iniziai seriamente a “sperimentare”. Mi dilettavo ad applicare in ogni mio party ciò che studiavo a livello di marketing, seppur gli insegnamenti universitari son quel che sono. 

( Ah…Mi laureai quasi con il massimo dei voti, centosei. 110 non me lo diedero perchè…beh ero troppo schierato nel “by night” per i canoni perbenisti delle istituzioni scolastiche di quegli anni).

Le notti che passavo a studiare come il Marketing potesse impattare sul magico mondo del divertimento la dicevano lunga: avevo insaziabile sete di conoscenza, sentivo di dovermi far spazio a tutti i costi in quella fitta jungla, chiamata “Vita Notturna”.

Iniziavo a ricercare un metodo che mi permettesse collegare i pezzi di un puzzle che, a inizio anni duemila mi sembrava davvero sconfinato.

Eppure il mondo “underground” mi affascinava vertiginosamente. Al punto da non sentire la fatica.
Hai presente come funziona una “dinamo”, che si auto-alimenta a livello energetico?! Ecco.
In cuor mio avevo ormai deciso quale sarebbe stato il mio destino. Come ho scritto nel mio primo libro ( “Il Mercante della Notte” ) sentivo che…. “non ero io ad aver scelto la notte, era lei ad aver scelto me“!

Ciò nonostante dovevo ancora compiere l’ultimo passo, quello che….. “poi indietro non si torna”. 
Diventare un giovane imprenditore, aprendo una società vera e propria. 

Per molti stavo buttando all’aria l’opportunità del “posto fisso”, traguardo idolatrato di quasi tutti i miei coetanei in quegli anni. La verità era diversa e, oggi che questo racconto è solo un dolcissimo ricordo, posso affermarlo con assoluta certezza.
Eh sì, negli ultimi anni ho tagliato traguardi che mai mi sarei sognato di raggiungere.
Alla faccia dei “gufacci del malaugurio” che, giudicando anzitempo le mie scelte fanciulline, mi battezzarono “un fallito in partenza”.

Ancora oggi, quando ci penso, ringrazio Dio per non avermi fatto sbagliare a quel fatidico bivio “dilemmoso”. 

Decisi di scegliermi. Di scegliere per me. Di scegliere me. 

Del resto, come dico sempre, abbiamo passato gli anni più belli della nostra vita a permettere che altri scegliessero qualcosa per noi. I maestri ci hanno detto cosa studiare, i genitori chi frequentare e come vivere. 
Ad un certo punto bisogna disinserire il pilota automatico! Quel maledetto pilota automatico che finisce per ovattarti e farti stagnare nella tua zona di comfort.

Ma torniamo alla storia.

Son passati più di 16 anni da quel lontano 2004 in cui pronunciammo “Big Mama” per la prima volta.

Prima stagione Big Mama a Courmayeur – Jimmi Club – 2003/2004

Fu quello l’anno del battesimo, la scelta del “naming” del nostro gruppo organizzativo.

Da quel giorno ci saremmo chiamati così: saremmo stati “dei Big Mama”.
Plurale. Sì perchè, inizialmente eravamo 5 soci.

Io ero il più giovane, poi c’era Giorgio, Lucio & Alberto e Max.

Max fu il primo a mollare. Poi altre due unità della cavalleria si defilarono.

Col mitico Giorgione le cose funzionavano alla grande, ma, un bel dì mollò gli ormeggi anche lui: si diede alla politica.


Insomma, dal 2007, di Big Mama ne restò soltanto uno.
Ops… Qualcosa mi dice che….”son mi”… 

Fino a qui, più che una “crono-storia big mamiana”, sembrerebbe la saga della decimazione societaria.

Eppure, un raggio di fortuna sembrò accorgersi della mia solitudine, eheheh…
E, negli anni a venire,”imbroccai” quella che si può definire una super “espansione” a livello di team di lavoro. 

Eh sì, le produzioni Big Mama, nel by night, stavano crescendo a dismisura, esponenzialmente oserei dire. E, la struttura organizzatrice, non avrebbe potuto reggere senza un parallelo ampliamento del gruppo. Era il 2008 e, in barba a quella “crisi” che tutti iniziavano a menzionare sempre più insistentemente, le cose iniziarono ad girare per il verso giusto.

Venivo da 5 anni di Archivolto, un localino sperduto fra le verdi colline del Monferrato. 

Di certo non era un locale esteticamente bello ma, il nostro staff, aveva saputo dar un’anima a quelle quattro mura, rendendolo una realtà chiacchieratissima a livello local. 

Il Venerdì notte si chiamava “Il Tempo delle Mele”, pensa che eravamo in diretta su Radio Studio + nonostante nella nostra zona non arrivasse quella frequenza. Ricordo che rischiai una super multa per via dello spot radio, ispirato alle note della celebre canzone “Reality” ( la colonna sonora del film Il tempo delle mele appunto ). 

Archivolto – Altavilla Monferrato – 2006

I djs non erano i soliti del circondario. Avevamo una rotazione di guest nazionali.
Morri, Ciuffo, Gube, Cristian Marchi (pre-famosità), Marchesini, Pain, Motta e altri nomi di prim’ordine.
Tutta gente che, parliamoci chiaro, qui da noi non portavano un’anima, ma che, perlomeno, apportavano parecchia qualità in termini di prodotto.  

Fu il locale che indubbiamente mi lanciò ma che, nel duemilaotto appunto, era giunto il momento di salutare. 

In quell’anno, il “discomercato” (nella fattispecie grazie al super dj Maurizio Caresana) mi portò a Pogliano Milanese, in quella che, per quasi 12 anni, fu la mia prima casa; anche se, parallelamente, la mia indole nomade mi portò ad operare anche in altre zone geografiche.

Sicuramente il Fellini rappresenta il locale della mia consacrazione. Quello a cui devo di più ma a cui, ho anche dato di più. 

Un dare/avere che ha sempre allietato tutti. 

Io acquisii autorità ed autorevolezza, diventando un manager (all’epoca si diceva direttore artistico) di calibro nazionale.

Il brand Fellini, dal canto suo, scalò le classifiche e, nel 2014 ( o 2015 non ricordo ) salì sul gradino più alto del podio a livello di Fashion-Club.

Sei Bellissima” e “La Suite” non furono semplici nomi di serate. 

Erano veri “lovely-brands” che per un decennio hanno riecheggiato in ogni dove con l’etichetta di…”La Domenica d’Italia“.

In quegli anni, non mi muovevo senza la mia squadra. E anche nella sfida felliniana, negli anni, feci migrare tutto il team dal Piemonte alla Lombardia. Oltre a Maurizio, che era già lì, “portai” anche Filippo come dj, Sasso come direttore di sala, e poi ancora Giulia, Anna, Agnese, Momo, Viceversa, Benny, Porzio… Avevamo pochissimi pr ma, in compenso, tante idee e….Cazzo, eravamo uno squadrone, lo “squadrone della morte”. 

Parallelamente, come anticipavo prima, ho sempre accettato anche sfida “extra” in ogni dove. 

Per anni e anni 7/7 in discoteca.
E in giorni della settimana come il Sabato, pensa che, eravamo presenti magari anche in tre locali differenti, ovviamente distanti e non concorrenti tra loro. 

Le serate griffate Big Mama potevano raggiungere anche le 500 date all’anno. Ripeto 500 party in 365 giorni
Chi non fa questo mestiere ad alto livello, non credo possa comprendere la potenza adrenalinica della Notte, eheheh…

Vediamo di esporre qui sotto qualcuno di questi progetti paralleli (extra-Fellini).
Non badare alla forma, non seguirò un ordine particolare, citerò semplicemente quelli che, di primo acchito, mi verranno in mente.

Beh, partirei dal 2008, quando intensificai la collaborazione col Papeete. Diciamo che Mi.Ma divenne per molti anni la nostra “summer-home”. Nello stesso anno, con i miei amici di sempre, diedi vita ai party itineranti “La Maison”. In castelli, ville e dimore storiche della provincia alessandrina.

Continuerei con la nascita del progetto Catshow, nel 2009. 

E….Sempre nel 2009, assieme al grande Giorgino riuscii a creare l’unico e inimitabile Lunedì Notte di Torino

HQM 2009 – Life Club – Torino

La leggenda narra che, sino a quel momento, nessuno fosse mai riuscito a fare un Monday Night in Turin City.
Mi iniziavano ad affascinare abbbestia le sfide che profumavano “d’impossibile”,  e questa era una di quelle. Arrivava gente da tutta Italia, rigorosamente in abito da sera. Credimi my friend, “High Quality Monday” in tanti se lo ricordano ancora adesso. 

Del 2010 ho ottimi ricordi della Liguria. Mi viene in mente il 22 Maggio. L’inter alzava la Champhions con doppietta del principe Milito e noi, poche ore più tardi, nel priveè del Golden Beach, ci inventammo una festa da antologia del clubbing ahaha…

Il Giovedì sera, invece, mi pare fossimo fissi al Mulino, a pochi km da Novi Ligure. Un Giovedì over 30 da Mille & una Notte. 

L’inverno seguente sbarcammo nelle Langhe, precisamente all’Evita di Cuneo. Mamma mia quanti ricordi anche lì!

Potrei continuare così per ore ma questo non è un libro, e un po’ di capacità di sintesi è d’obbligo.

Tuttavia nella “Ricordologia della grande Mamma” lampeggiano un sacco di nomi.

Ad esempio il Giovedì alla Rocca di Arona, le epiche “ri-impennate” del Luna Rossa e delle le Rotonde di Garlasco, l’Anima di Treviso, il Just In di Luino, lo SugarReef di Padova, il Nolita, il Blanco, il Victory Morgana di Sanremo (per l’AfterShow del Festival)…

E poi il Country di Porto Rotondo, il Vanilla (in Svizzera), il Carillon a Portofino, le feste “house” al Mare Hotel di Savona e, come dimenticare i due anni all’Africana di Amalfi, uno dei posti più belli che io abbia mai visto…

E ancora il Martedì della Rotonda del Valentino, il progetto Metamorphosi, la Domenica al Millionaire, il Pick Up (tutti a Torino) i ponti dell’Immacolata a Madonna di Campiglio (al Cliffhanger e al Des Alpes), il Dehor di Desenzano in cui resterà indelebile uno dei miei eventi più belli, quel fatidico Martedì 31 Luglio con Bob Sinclar.

Dehor – Desenzano del Garda – 2007

La storia recente invece, ce la ricordiamo abbastanza.
Inizierei con l’estate 2017 che, per la nostra crew, divenne sinonimo di 100% Riccione

Prima col grande progetto Samsara Beach, anche se io e David ci mandammo affancul** anzitempo… ( ahhaha, se devo esser sincero devo dire anche le cose brutte, però guardiamo il lato positivo…ora siam tornati amici eheheh )  e poi con il Catshow di ferragosto a Villa delle Rose.

Poi arrivò lo Zettel Club, tanto piccolo quanto potente. Un Friday Night con un eco di risonanza pazzesco: sicuramente una delle imprese che mi ha dato più soddisfazioni.

Il 2018 fu l’anno che ci ha visti prima coinvolti nell’impresa Novarese del Celebrità, e poi al The Club di Milano, con il nostro amato Martedì notte.

Successivamente il kacao di Brescia, la Bussola a Forte dei Marmi, il SecretRoom,  l’Opium di Pordenone, il Mr Charlie di Lignano Sabbiadoro e…

…infine, il tanto atteso sbarco nella capitale, dove stavo collaborando con l’Art Cafè a Roma, quando il Covid19 si scagliò improvvisamente sull’umanità!

Nel corso di questo ventennio mi sono evoluto, alla continua ricerca della versione migliore di me stesso. 

Anche il mio team, che in parte ha cambiato pelle, si è evoluto. 

Se dovessi spifferarti cosa sia la “Grande Mamma” alla soglia del 2022, ti direi che…

Beh, oggi siamo una quindicina di esperti uniti da una mission comune, ma anche da una profonda amicizia.

Today, a vestir la casacca della squadra Big Mama non ci sono più pr o opinion leader come dieci anni fa. 
Ora siamo una Crew di Creators, di Digital Marketers, di Project Manager, di Designer, di Advertiser e di artisti.

Questo per dirti che la nostra struttura non solo è ancora viva, ma si è “evoluta”!! 
E, se ce l’abbiamo fatta noi, ce la puoi fare anche tu….esimio lettore, ehehe…

“Cosa fate nello specifico voi Big Mama?” – quante volte ce lo siamo sentiti domandare.

Beh…Comunichiamo!

Noi Big Mama sostanzialmente “comunichiamo” ed aiutiamo imprenditori e professionisti del mondo della notte (ma non solo) a fatturare come dei cavalli da corsa. 

E’ un onore per noi, dopo tanti anni di duro lavoro, essere considerati degli esperti del settore, in realtà, negli ultimi anni, quando ci chiedono:

“Why Big Mama”?!?

Rispondiamo così: “We never wanted to be famous, WE ONLY WANTED TO BE BIG!”

“Big” come l’amore che lega la nostra family.
“Big” come l’innovazione, che pervade il nostro dna.
“Big” come la nostra storia.

E a questo punto si chiude il cerchio.
Sì, perchè se per molti la Storia è (solamente) maestra di vita, per noi è una vera e propria MAMMA.

E allora…. Cosa c’è di meglio di una Big Mama???

Prima di augurarti una buona giornata, ma soprattutto una “buona vita”, ti invito a guardare questo video, così vedrai tramite linguaggio visivo un pochino di ciò che ti ho raccontato.

—> Video Ale big Mama.

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