LA STORIA DI FERRUCCIO BELMONTE


Quella del 1973 era l’estate dei miei 16 anni e seguiva un autunno e un inverno che nel tempo avrei chiamato sempre con il didascalico soprannome “la stagione delle scoperte”.

Nel mese di novembre dell’anno precedente avevo iniziato conoscere la musica degli adulti, a spendere tutte le mie paghette in dischi, sempre più immerso nella voce e nei suoni di David Bowie ero entrato in contatto con Brian Eno, andando a scuola ogni mattina, per settimane, avevo ascoltato in loop “Road to nowhere” dei Talking Heads fino a distruggere progressivamente il nastro; mi ero innamorato dei Kraftwerk e giocavo a farmi ogni volta terrorizzare dal suono della vetrina in frantumi in “Showroom dummies”.

Mi incuriosiva Klaus Nomi, adoravo Jim Morrison, Mick Jagger e mi divertivano gli artisti che affidavano ai costumi e al trucco la propria rappresentazione fisica sui palchi e dentro i videoclip, li trovavo tutti affascinanti, irresistibili e spaventosi, in qualche maniera erano un’esperienza sempre eccitante, altra da me, fiabescamente aliena.

La mia prima volta in disco fu al party di fine anno scolastico al Presente Progressivo di Faenza ascoltai il maestro Franco Battiato accompagnato dalla voce di Demetrio Stratos (Area), poi l’estate era esplosa e io mi ero ritrovato con i sensi spalancati: non erano tanto, o non soltanto, tutte le scoperte di questi artisti e dei loro mondi, delle loro ragioni e della loro portata, quanto il piacere anche fisico e totalizzante del contatto con questo intero grande mondo nuovo delle possibilità, accompagnato alla sensazione crescente e pura che non sarei mai stato solo, che avevo trovato il mio posto e che il mio posto sarebbe stato chissà dove, ovunque ma con quella roba con me, con le canzoni, i libri e il pensiero di opere eterne come qualcosa di caro, presente, vivo.

A 16 anni sei ancora libero ma la tua libertà, a un certo preciso livello, sarà brevissima, un istante: durerà ancora per poco, poi ti innamorerai, farai cose, inizierai a prenderti il mondo o farti prendere dal mondo, tutto sarà magnifico ma rischioso, tutta sarà terribile e tutto potrà sporcarsi, in altre parole qualcosa si romperà come sempre accade per poter andare avanti: mai nulla sarà più solo tuo, tutto sarà potenzialmente da dividere, da condividere.

Ho sempre pensato di essere diverso, di non identificarmi in nulla, di vivere la velocità dei cambiamenti, di adattarmi al nuovo, camaleonticamente predisposto al mutamento, ho sempre odiato la routine, i pantofolai, ero e sono un ribelle……..frequentavo Nisida e il Clan Destino a Faenza, suonavo e facevo feste per i miei amici, i più geniali artisti di sempre. Con loro sono cresciuto sempre con la testa tra le nuvole….e con i miei sogni stretti tra le mani, e poi si arriva al 1982…..

Nel 1982 ho aperto il Mephisto ‘free record shop’ a Faenza, mi occupavo di import export di dischi, non c’era internet, tutto si faceva con il telefono percorrendo km di autostrade tra un aeroporto e l’altro, avevo un furgone frigo per il trasporto di alimenti adattato al trasporto dischi e mi sbattevo di brutto, vendevo al dettaglio vendevo all’ingrosso, ma non lo facevo per business, ero pazzo per la musica.

Andavo all’Università assistevo alla lezione e via a Milano a ritirare dischi, qualche fermata per le consegne e poi in negozio, a qualunque orario ad assaporare il buon gusto del vinile e delle novità.

Tossico di vinile e pieno di passione, ho vissuto così fino al 1990. Nel 1990 avevo la leadership della musica alternativa in Italia (thank to Tiziano e Moreno, Angelo e Fabio Solieri, Luigi Bertaccini, Libero Cola e Radio Melody for the big Help), era arrivato il tempo di lanciarsi in una nuova missione, insieme a Patrizia Busoli cominciai a scrivere una tesi sul Turismo Musicale, di come fare muovere le masse …… l’ispirazione arrivò dalla Musica Lirica: l’organizzazione delle rassegne dei grandi teatri francesi, austriaci e tedeschi

…e il Cocoricò fu il terreno ideale di sperimentazione. La città di Riccione resse bene ai miei esperimenti …cominciarono ad arrivare voli charter, treni e corriere da tutte le regioni.

Non incontrai ostacoli, la concorrenza non era alla nostra altezza, erano impreparati e ambiziosi, erano gestori di balere non di club internazionali, non conoscevano la musica, le strategie di marketing.

Furono molto bravi a seguire copiando e metabolizzando quello che stava succedendo: se albergatori e politici mi avessero capito, Riccione sarebbe stata più importante di IBIZA.

La seconda tappa fondamentale è stata sicuramente il Tenax a Firenze dove dal 2002 al 2004 abbiamo contribuito al successo della progressive toscana e al mixaggio tra queste sonorità e i suoni techno della riviera romagnola.

Poi il Bunker dell’Echoes per oltre 10 anni….con Ricci e Timothy… Gasoline e Plastik a Milano …. e 5 anni di successo con il SUGAR CUBES al Prince di Riccione, dove al mercoledì musica live, dj internazionali e italiani hanno emozionato il pubblico della riviera”.


Il Cocoricò, deve il suo successo alla originalità della proposta musicale, alla grande competenza e preparazione a livello di marketing sin dall’esordio, e alla sua apertura mentale sul livello artistico, teatrale, scenografico.

L’elemento differenziante è il rispetto e l’amore che ho ricevuto dai proprietari, Osvaldo Barbieri e Bruno Palazzi, la sensazione di essere sempre coadiuvato, spinto, amato.

La componente gay di cui era composto lo staff è un elemento imprescindibile per la realizzazione di un progetto globale che comprendeva tutte le arti, la moda, il teatro, la Musica……la Pittura.

Il Cocco del 90 era come il Factory di Andy Warhol una fucina di talenti e quello spirito ribelle aleggiava dentro lo staff. La musica e l’amore per la musica, i nostri eroi, i nostri demoni, quelli che ci hanno fatto sognare, quelli che ci hanno fatto riflettere e quelli che sono rimasti dentro di noi, parte di noi, non scompariranno mai…non tutti recepiscono la musica, le voci, i suoni, come quello dell’organo Hammond dei Doors, la chitarra di David Gilmour, i Cream…per gli amanti della musica un mondo indimenticabile…


Il locale dove sono rimasto più a lungo, dal 1993 al 2005, è stato l’Echoes Trade Mark, io mi occupavo del Bunker la sala sotterranea, lì ho fatto centinaia di esperimenti musicali, li ho costruito una onda musicale elettronica che continua a pulsare, che vive un impulso di libertà senza limiti, ho iniziato questo progetto da solo, facevo un po’ di tutto, vocalist, unico pierre, art director…..facevo anche molti danni forse troppi….ma non mi pento rifarei tutto così.

Poi il locale dove ho avuto più successo è stato sicuramente il Prince con l’esperienza estiva “SugarCubes” che è durata oltre 5 anni e che ha regalato emozioni e stravaganze Subsonica, Pittura Freska, Garbo….miscelati con i migliori dj italiani e internazionali.

Il momento più duro della mia carriera è una sorta di autogoal, questo è un errore che non farei mai più, ho dato credito al mio socio Davide Montanari, tradendo un proprietario illuminato come Gianluca Tantini, per finire al Peter Pan dove ho vissuto male e sono stato derubato non solo di soldi ma del mio spirito ribelle…..

La Musica è stata l’ancora di salvezza in questo triste naufragio, attorno a lei mi sono ricompattato e ho ripreso il cammino. Ho iniziato da bambino ad ascoltare rock, poi new wave, poi elettronica e poi le prime uscite della TRAXX, io non credo in un genere musicale, la Musica è qualcosa che senti dentro, ti parla, ti abbraccia, ti fa star bene, ti riconcilia con te stesso.

Conoscere la Musica significa ascoltarla, studiarla, avere chiaro cosa è il soul, il sound di Philadelphia, il jazz, il blues, lo swing, il rock n roll, il reggae, la musica etnica, per amare la Musica bisogna conoscerla, amarla profondamente e lei un giorno si concederà a te, non chiederle niente, rispettala e amala.

In questo momento io cerco di fondere i suoni etnici con l’elettronica e mi diverto tanto, faccio cose pazze, all’inizio pensavo di essere un pazzo che realizzava lavori solo per se stesso e forse era così, ora mi sto rendendo conto che siamo tanti a pensarla così, i followers crescono, ho due siti in cui raccolgo da anni i miei lavori, se siete curiosi mi trovate su Mixcloud e Souncloud, mi piace leggere i vostri commenti e suggerimenti.

Il mio lavoro di ricerca musicale mi porta in giro per il mondo, passata la sbornia berlinese ora sono molto preso dalla nuova elettronica di Israele, di New York, dall’onda che unisce i popoli di tutto il mondo ed ora c’è veramente bisogno di unità, di valori forti, abbiamo una Terra da salvare, un futuro da dare alle nuove generazioni, è ora di invertire la rotta, è ora di cambiamento.

Ai più giovani che si avvicinano a questo mondo, alla musica, alla notte, posso solo raccomandarmi di studiare, di non avere presunzione, di non volere possedere, ma di donare sé stessi, senza paura e senza compromessi, credo che ci siano grandi possibilità per chi vive questo impegno come una Mission, si può fallire ma si può essere grandi, abituatevi a stare bene con voi stessi e a fare solo ciò che sentite, questo è l’unico modo per emergere, non c’è spazio per chi non è creativo, non c’è spazio per chi queste cose non le sente dentro. Siate pazzi, siate vivi.

Il nostro settore è quello che ha pagato il prezzo più alto, ora tocca ripartire con molta umiltà e con la consapevolezza che si riparte da capo, quindi non prendete niente ad esempio, ma fantasticate sui vostri progetti, uno di questi ci darà la svolta.
Ripartiamo dai nostri amici, dagli amici strani, quelli veramente artisti, costruiamo un progetto.

Credo che chi saprà essere il collante tra musica, moda, teatro, pittura sarà il nostro Leader.

Riportiamo la nightlife a Tempio delle Meraviglie, eravamo confusi, abbiamo perso la strada, ora posiamo venirne fuori, ritroviamo il gusto di raccontare noi stessi, ricreiamo una night life dove tutti sono protagonisti, dove tutti sono attori, cazzo sono i nostri amici, questa Mission è per loro. Dopo 15 anni in cui abbiamo relegato i nostri amici ad essere solo spettatori ora è il momento di cambiare.

Nel 1968 nel catalogo di una mostra al Moderna Museet di Stoccolma, l’esponente maggiore del movimento artistico Pop Art, il cecoslovacco “americanizzato”, Andy Warhol, quasi fosse una sorta di veggente, dichiarò: “Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti.”


La fama duratura è di sola proprietà di coloro che cercano, o hanno cercato in passato, di creare un modo migliore e, per certi versi utopico, di esprimere la propria opinione di protesta e di rifiuto nei confronti delle brutture da cui siamo circondati.

Sarà eterna, per una ristretta minoranza, la popolarità dei grandi volti che hanno segnato l’evoluzione culturale del pensiero e a questa, con rammarico di molti, si contrapporrà il successo labile, e se vogliamo anche sporco, di chi non per merito ma per “vie traverse” ha raggiunto il gradino più alto sul podio del successo.


Corriamo lungo la strada
che è la vita.
Sorridendogli e qualche volta
mandandola a cagare.
Tutto noi abbiamo,
dall’ora d’aria fino al cibo.
Non abbiamo catene ai piedi
e manette ai polsi.
Viviamo di solo rock
noi angeli terreni.
Vive di sola musica
il nostro popolo della notte..
Spread Love

( Ferruccio)

Cliccando qui sotto vi lascio un piccolo aneddoto:

LEGGI ANCHE: MICAELA ZANNI E I SEGRETI DEL KINKI CLUB DI BOLOGNA

GABON E L’EPOPEA DI EXOGROOVE

GABON E L’EPOPEA DI EXOGROOVE

Exogroove è imperdibile, perché l'energia, il pubblico, i colori e i suoni (oltre alle file interminabili per entrare, con macchine cariche di ragazzi che arrivano da ogni angolo d' Italia) ricordano molto più un concerto rock che una classica serata in discoteca"....

LA HOUSE MUSIC: PASSATO PRESENTE E…QUEL CHE SARÀ

LA HOUSE MUSIC: PASSATO PRESENTE E…QUEL CHE SARÀ

Un sondaggio sulla community Clubbers ci ha evidenziato che rispetto a un anno fa, i consensi che sta riscuotendo la musica house non possono passare inosservati, +225%. Per non parlare se ci riferiamo a due anni fa (quasi +380%). È vero che, chi partecipa a questi...

LA VERA STORIA “BIG MAMA”…QUELLA CHE NESSUNO SA.

LA VERA STORIA “BIG MAMA”…QUELLA CHE NESSUNO SA.

Accomodati sulla poltrona migliore che hai in casa, prendi carta e penna, e prepara un paio di espressi. Ne avremo per un pó... So che sembra impossibile, ma credimi, la Storia Big Mama per intero, forse la conosceranno in 2/3 personeIl racconto degli inizi, dei miei...