L’EFFETTO F.E.D.E.L.T.À. (da non confondere con la fedeltà)

Nel sondaggio presente in una delle nostre newsletters, si nascondeva una domanda a cui nessun (e dico nessun!!) clubber ha saputo rispondere in maniera corretta. 

“Perchè nel Clubbing 2.0 ci vorrà Fedeltà??” 

In effetti, pensandoci, è un quesito parecchio fuorviante. Abbiamo depistato dalle tracce della risposta giusta. 

Eh sì, pare che tutti abbiano pensato alla canonica definizione di “fedeltà”. 

Hai presente quella che, speri sempre la fidanzata, (o il fidanzato) ti porti?!

Il fatto è che, all’interno dell’Academy del Clubbing, quando si parla di “EFFETTO FEDELTÀ”  si allude a tutt’un altro significato. Un significato che, intrinsecamente, racchiude alcuni indispensabili requisiti per poter approcciare al meglio alla Nightlife che verrà.

Ma adesso, come direbbe l’Azzeccagarbugli, siamo pronti a svelare l’arcano! (O meglio….l’Acronimo).

F.E.D.E.L.T.À. 

F …come Fantasia

E …come Entusiasmo

D …come Digitale

E …come Empatia

L …come Lealtà

T …come Trasparenza

À …come Analisi dei dati

Eheheh, ora credo sia tutto un po’ più chiaro, vero?!
Credimi che, appronfondire un minimo questi sette elementi, potrebbe rivelarsi un vero punto cardinale per un business by-night futuro.

Eheheh, cosa diceva Kant?!
Non fermatevi in superficie (al “fenomeno”). Scavate in profondità, alla ricerca del “Noumeno”!

Ma non dilunghiamoci in un allegro filosofeggiare, che… “Tempus Fugit”!

1 – LA FANTASIA UNCONVENTIONAL

Sarà d’obbligo trasferire il sentimento creativo e l’energia che portiamo nell’incubatore delle idee innovative, in maniera coerente con i nostri valori. Ossia sforziamoci a ragionare fuori dagli schemi, provando ad impregnare la nostra comunicazione di avanguardia pura, senza mai perder d’occhio la nostra Vision, la nostra North Star Metric. 

Insomma quella di cui stiamo discorrendo è una sorta di “Safety-Fantasy” che ha come obiettivo quello di tenerci lontano dal pantano della “standardizzazione” (uno dei peggiori tumori del clubbing decadente 2008-2020).

2 – L’ ENTUSIASMO FANCIULLINO

Nell’epoca della superficialità e del “non si fa niente per niente”, devi saper che esiste una sorta di “euforia fanciullina” che potrebbe tenerci equalizzati sulle giuste frequenze valoriali. Quella stessa euforia che, se la si mette al timone, ci spinge a imparare delle cose per le quali, magari, proviamo una sorta di rifiuto. A volte, ed è qui che si vede chi ha gli attributi, bisogna voler evitare la scorciatoia o la strada più comoda. Bisogna affrontare a viso aperto ogni problema, come se fosse un regalo.

Del resto, il clubbing è un esercizio di entusiasmo e di resilienza.


Vuoi un esempio?
Beh, io di certo non sono un tik-toker nativo, anzi, inizialmente su questa piattaforma mi sentivo davvero un imbranato. Ma mi son detto vaffanculo, ce la devo fare!! E non voglio che me lo spieghino, ce la devo fare da solo. Io posso imparare, io posso evolvermi. E posso farlo grazie ad un entusiasmo da eterno sbarbatello. Ho trentanove anni ma me ne sento 7, forse 8, e sono entusiasta come il primo giorno. 

L’età non dovrebbe condizionarci o limitarci, alla fine, se ci pensi, non è altro che un numerino sulla carta d’identità.

Non è l’età che ci definisce, è l’entusiasmo con cui linkiamo un giorno all’altro. 

Ti ricordi la storica pubblicità “Toglietemi tutto ma non il mio Breil”? Ecco, la prendo volentieri in prestito, per farti capire che l’entusiasmo è quell’asset che nessuno mai riuscirà a rubarti. Quell’asset che anche nelle condizioni più avverse ci permette di immaginare il bicchiere sempre e solo “mezzo-full”.


Non so tu, ma io provo una sincera compassione per alcuni giovani di dieci, quindici anni più giovani di me, che sembrano “morti dentro”. Predestinate vittime del sistema, figlie d’una società sempre più imperniata sulle comodità, sul “non sudarsi” le soddisfazioni. 

3 – DIGITAL CLUBBING

Già da un paio d’anni a questa parte ci troviamo immersi in quella che io chiamo la rivoluzione tecnologica, ma, con il Covid19, beh, il ruolo del digitale è stato davvero determinante, con una accelerazione velocissima che non si sarebbe verificata in periodi “normalizzati”.

La comunicazione si è spostata esclusivamente online, l’unico modo per instaurare relazioni con la propria comunità, clienti, stakeholder, diventando una comunicazione “mediata” dal digitale e non più dal vivo.

Abbiamo assistito ad una crescita esponenziale dell’instant messaging: WhatsApp, Telegram, Messenger.

Abbiamo assistito alla nascita dei “social della voce”: ClubHouse, GreenRoom di Spotify, Space di Twitter, ecc…

Ma non solo… Vogliamo parlare delle live sui social o delle video conference con i clienti, tutti nuovi touchpoint da scoprire e imparare velocemente ad utilizzare al meglio: Zoom, Skype, Google Meet, Whereby, solo per citarne alcuni…

Basti pensare alle riunioni dei locali. Prima si riusciva a farne pochissime ma non si pensava di certo a piattaforme come G-Meet per poterle fare. 

Ora se riguardo un nostro post del 20 Aprile, mi rendo conto, che io e il mio team, grazie ad Hagorà, o a W.B, abbiamo iniziato a indire vere riunioni in uffici virtuali (che consentono di teletrasportare membri del team che abitano a Roma, con membri del team meneghini e/o sabaudi). 

Possiamo anche parlare di una rivincita della comunicazione corporate su quella di prodotto, che giocherà un grande ruolo nei prossimi mesi e che inevitabilmente passerà attraverso il digitale, che permette di raccontarsi meglio, in modo più immediato, soprattutto per i club e gli artisti.

Proprio per questo si rivela fondamentale l’ascolto: probabilmente vincerà chi saprà parlare di meno e ascoltare di più, perchè nonostante i nostri tweet, post, articoli, commenti da gestire sui social o comunicati stampa, che siamo chiamati a preparare, dobbiamo imparare a fiutare le tendenze in rete, il mercato, il sentiment dei clienti; se non c’è ascolto non possiamo raccontare quello che sta succedendo.

4 – EMPATIA 

Senza ombra di dubbio dobbiamo comprendere che mettere il cliente al centro dell’attenzione, domani, sarà iper-indispensabile, anzi, se non lo capiremo, saremo spacciati. Generare una fitta rete di relazioni, altamente empatiche, con prospect e clienti è alla base di tutto.


Il concetto di “Empathy Clubbing” sarà una pietra miliare per il futuro del nostro settore. Chi fa finta di non capirlo, chi mette la testa sotto la sabbia “modalità struzzo medievale” sarà out of market senza nemmeno accorgersene.

Leggiti un articolo che tratta questo argomento, è vivamente consigliato. Questo → Empathy Clubbing.

5 – LEALTÀ

Per avvicinarti a questo concetto di lealtà by night bisogna partire da suoi “contrari”. Apriamo il dizionario dei sinonimi e contrari e leggiamo:

ipocrisia, scorrettezza, sleale concorrenza, ambiguità, doppiezza, disonestà, falsità, finzione, tradimento

Questo per dirti cosa?!
Beh, che essere leali, significa rispettare gli impegni presi, senza sotterfugi o procrastinazioni, per esempio. E questo sia con i clienti, sia con i fornitori, sia con i famigerati (e tanto temuti) competitors.


Tutto questo dovrà avvenire per scelta e non per costrizione, cercando di aver una condotta asintotica alla retta della correttezza anche in situazioni difficili. Ma anche mantenendo le promesse iniziali e comportandosi seguendo un codice a cui si è scelto di aderire.

6 – TRASPARENZA

Una volta alla base di qualsiasi relazione c’era l’abbandono fiducioso nell’altro. E la fiducia nasce dal riconoscimento di qualcosa che ci appartiene nell’altro.

Ecco che, quindi, essere autentici e trasparenti è fondamentale per l’instaurarsi della relazione tra cliente ed il locale (o il personal brand).


Perché non esserlo e, quindi, ingannare il cliente, potrebbe portare dei risultati immediati, ma alla lunga si perderebbe credibilità. E sappiamo bene che un cliente che perde la fiducia in noi, beh, sarà pronto a consegnare i suoi dollaroni ai nostri diretti competitors.

Per di più, tieni conto che, oggigiorno, il cliente medio (soprattutto se parliamo della Gen Z) è moooolto più consapevole, e, quindi,  molto meno ingannabile.

7 – ANALISI DEI MICRO-DATI

In molti pensano di conoscere alla perfezione il proprio locale, o il proprio progetto!
Beh, le statistiche dimostrano il contrario.


Per capire come reagire quando il nostro locale entra in un loop negativo, per decidere che strategie attuare, dovrai semplicemente informarti.


E qui si è abbastanza fortunati perchè nel 2021 il web ci mette di fronte a quintali di informazioni. Raccogli dati riguardanti le tue performance come se non ci fosse un domani, e relazionali

Un domani, l’analisi dei micro-dati sarà uno dei pilastri a livello strategico, ma, per non rendere questo blog-post un “papiro babilonese”, tagliamo la testa al toro e, leggi questo articolo:  “Tortura abbastanza a lungo i dati ed essi confesseranno qualsiasi cosa”. (dall’ononima citazione di Darrell Huff)

Caro mio, non so se, alla luce di tutto ciò che abbiamo proferito, sia più facile portare fedeltà al partner oppure applicare l’effetto F.e.d.e.l.t.à. in ottica nightlife, eheheh…

Una cosa è certa il clubbing 2.0, di notte, non deluderà le aspettative!

( Ale Big Mama )

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