GABON E L’EPOPEA DI EXOGROOVE

Exogroove è imperdibile, perché l’energia, il pubblico, i colori e i suoni (oltre alle file interminabili per entrare, con macchine cariche di ragazzi che arrivano da ogni angolo d’ Italia) ricordano molto più un concerto rock che una classica serata in discoteca”.

Così i media italiani e stranieri erano soliti descrivere Exogroove, il party creato da Gabon nel 1989 e che negli anni novanta divenne molto più di un fenomeno di culto. Con tante storie interconnesse da raccontare, e che mai come in questo momento storico è piacevole ricordare.

Innanzitutto le informazioni essenziali sui protagonisti di questo approfondimento: Gabon è un imprenditore da sempre specializzato nell’intrattenimento serale e notturno.

Dopo Exogroove, ha dato vita ad altre realtà che hanno fatto la storia in ambito clubbing come New York Bar e Cafè Atlantique. Attualmente è titolare del ristorante Marecrudo a Milano e della spiaggia G Beach nel Salento. Exogroove nacque nel 1989 come “il fuoriorario”, in quanto iniziava all’alba per protrarsi sino a sera inoltrata. Più che un party, una rivoluzione di usi e costumi. Per una serie di motivi, musicali e sociali.

Exogroove: che cosa aveva di così unico e speciale?

Di sicuro Exogroove è stato un autentico precursore degli eventi di musica elettronica in grado di radunare decine di migliaia di persone Un percorso iniziato nel 1989, lo stesso anno della prima Love Parade di Berlino, mentre la Street Parade di Zurigo sarebbe arrivata nel 1992: i festival e tutto il resto sarebbero arrivati molto dopo. Exogroove ha avuto il pregio – se vogliamo la scoperta dell’acqua calda – di unire il pubblico della house e techno. All’epoca l’house era patrimonio di un pubblico più adulto, molte donne e molti gay, la techno invece aveva un target più giovane: dress code e stili di vita contrapposti. Exogroove ha unito diavolo e acqua santa. Una coesistenza sdoganata e possibile in maxi locali, dove la gente poteva avere la propria sala ed eventualmente interagire con gli altri; una scelta in seguito ripresa da tutte le discoteche: main room house e privè techno, o viceversa).

Quando hai capito che era meglio chiudere Exogroove e iniziare con il New York Bar? Dagli afterhour agli aftertea. Una scelta che definire simmetrica è dire poco.

Exogroove è partito con un pubblico formato da 700 persone, per arrivare sino a 9mila, senza mai scendere sotto le 6mila presenze. Dopo svariati anni si era scesi intorno alle 3mila presenze, numeri in assoluto importanti ma per me insoddisfacenti: meglio fermarsi e lasciare un bel ricordo invece che trascinarsi sino allo sfinimento. Esperienza, intelligenza e lungimiranza insegnano che è meglio farsi da parte da soli prima che te lo dicano o impongano gli altri: una scelta che poi ho messo in pratica anche con il Cafè Atlantique e il New York Bar. Forse ho perso qualcosa sul breve periodo, ma ho guadagnato in immagine e in prospettiva: se non avessi agito in questa maniera non avrei lasciato un bel ricordo e non avrei le persone che mi fermano ancora per strada – dopo anni e anni – per ringraziarmi delle emozioni che hanno vissuto con i miei eventi.

Musica, moda, cinema: tutto sembra propendere per un ritorno degli anni novanta. Perché era tutto più o bello o perché avevamo tutti 30 di meno?

Trent’anni fa era tutto più bello. Primo motivo: non esistevano i cellulari o quanto meno quelli attuali, quindi un evento come Exogroove godeva dell’effetto sorpresa. Lo si veniva a conoscere dall’amico, dalla compagnia, dal fratello, grazie ad una cassettina mixata, un flyer, qualche foto. I casi erano due: o si andava all’Exogroove o ci si doveva accontentare del racconto, e tutto questo amplificava il mito e la leggenda. Adesso ci sono i video in 4K, gli streaming che ci possono sentire e vedere con il massimo della tecnologia dal divano di casa o dal proprio telefonino. L’effetto sorpresa faceva la differenza! Altro fattore da non trascurare, il fatto che si era un po’ tutti allo stato brado: meno controlli, meno tutor, niente patente a punti, niente etilometro: meglio, molto meglio adesso, per carità, non serve nemmeno puntualizzarlo. Tutto questo dava l’idea di poter vivere una sorta di trasgressione, liberi e libertini. Era un mondo agli albori, stava nascendo qualcosa che a posteriori ha avuto lo stesso impatto del rock e dei suoi raduni negli anni settanta.

Un momento di difficoltà nella tua carriera.

Mai avuti! (ride – ndr). Posso citare un episodio, senza fare nomi e cognomi né tantomeno citare situazioni e luoghi. Alcune persone pretesero di entrare in società in evento Exogroove al 50%: rifiutai. Di conseguenza non soltanto non lavorarono per me, ma mi boicottarono organizzando in contemporanea una festa totalmente gratis, soltanto per rubarmi pubblico, cosa che in parte sono riusciti a fare. Ho imparato che non ci si deve fidare di nessuno e che se una persona minaccia di boicottarmi o danneggiarmi, devo farmi trovare pronto e preparato al peggio. Infatti non ho mai più permesso che una situazione di questo genere si ripetesse: mai scendere a compromessi, ma allo stesso tempo sempre tutelarsi in maniera adeguata.

Come prevedi la riapertura delle discoteche e dei club dopo questa lunghissima pausa?

Quando le discoteche riapriranno saranno strabordanti di giovanissimi: talmente a digiuno di questa tipologia di divertimento, gli Under 20 si riverseranno in massa nei locali, che si riempiranno all’inverosimile. Per ovvi motivi, nessuno è ancora stato in grado di organizzarsi con un minimo di programmazione: di conseguenza non ci saranno grandissimi exploit ma allo stesso tempo i miei ex colleghi spenderanno poco e ricaveranno tanto. A settembre ci sarà – ce lo auguriamo – la ripartenza definitiva. Per arrivare a regime entro fine anno.

[ Dan Mc Sword]

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