COSÌ OGNI DJ POTRÀ TRASFORMARSI IN UN OLOGRAMMA!!!

9 anni fa fui folgorato da un’idea.

Era un periodo in cui ero solito viaggiare in compagnia di djs, artisti di caratura nazionale e internazionale.  Ascoltare set ricercati e coinvolgenti mi ha sempre appassionato ed affascinato.

Altresì, ogni qual volta mi invitassero in discoteca i miei amici, nella mia città di origine, immancabilmente rimanevo deluso, deluso da un intrattenimento che oserei definire scadente ed obsoleto.

I miei amici, che non avevano mai avuto la possibilità di assistere ad un dj-set di qualità, non sono mai riusciti a comprendere fino in fondo il mio malessere.

Feci loro qualche domanda e, subito, mi resi conto che conoscevano di fama molti dei grandi Dj internazionali, anche se, alla fine dei conti, nessuno aveva mai avuto modo di andare ad un loro live-set.

Da quel giorno posso dire che ho avuto una mission: decisi di escogitare un modo per far sì che ognuno possa vivere in prima persona un dj-set di qualità.

Ho cominciato guardandomi intorno, cercando di capire se ci fossero delle soluzioni già disponibili ma, ahimè, nulla sembrava essere presente sul mercato.

Dovevo assolutamente trovare io un modo per “digitalizzare” la figura di una persona dietro la console.

Dopo alcuni mesi di studio e lavoro sodo, il nostro team si trovò tra le mani un vero e proprio “prototipo”, un dispositivo che riusciva a far percepire visivamente la presenza di una persona: un ologramma.

Ci barricammo in un locale, rigorosamente a porte chiuse, per testare.

Lo installammo in console e sbaaaam!  Rimasimo a bocca aperta, un po’ per lo shock un po’ per l’emozione. I livelli di dopamina erano da guinness dei primati.

Il Dj sembrava realmente lì! Mai e poi mai avremmo immaginato di riuscire ad ottenere un effetto simile a livello qualitativo.

Non ci fermammo di certo qui.  Lo step successivo sarebbe potuto essere un test con il pubblico.

Ed ecco che portammo quindi il tutto in un Club, dove andammo in scena in quella che fu la “messa a terra” dell’idea, la prima serata.

Funzionò tutto al meglio. Il pubblico fu in visibilio.

Wow!!! Avevo passato il mio test preliminare: l’idea era validata.

Nel giro di poco, venni contattato da una compagnia di crociere! Erano in cerca di forme di intrattenimento per i loro ospiti, ma avevano un grosso problema: i cachè dei grandi djs e quelli per la conseguente logistica erano improponibili; totalmente fuori budget.


Valutarono la nostra tecnologica come ipotetica soluzione a tutto ciò.

E fu così che installammo il dispositivo ed il servizio con djs nazionali su due navi. Fu un gran successo!

Come si dice bisognava “battere il ferro” intanto che è caldo, alzando la posta in gioco, alzando l’asticella.

Sentivo che era giunto il momento di contattare un dj di fama mondiale!

All’epoca non era di certo una passeggiata trovare qualcuno “disponibile” al tempo ma, alla fine, Nicky Romero credette in noi.

Della mia idea iniziarono a parlarne diverse testate giornalistiche, non solo quelle settoriali. Non potete nemmeno lontanamente immaginare la soddisfazione…
(persino il grande Albertino mi intervistò in diretta su Radio DeeJay mentre ero ad Amsterdam per incontrare Romero).

Non mancarono però nemmeno le critiche, ehehe… Ma mi piace pensare che, quelle arrivano sempre e solo quando si finisce per “far rumore”.

A quel punto avevo il super artista fra le mani ma, dovevo trovare il modo di replicare il suo show “x”-volte nella stessa sera, al fine di poter ammortizzare i costi.

Un progetto non deve solo essere innovativo, deve anche essere “sostenibile”.

Non ci crederete mai ma, nel giro di breve, riuscimmo nell’impresa: 10 locali in tutta Italia, da Torino a Campobasso, che la stessa sera optarono per il “dj-set olografico” di Nicky Romero in contemporanea.

Il successo di quella sera lo porterò con me per sempre, alcuni locali andarono addirittura sold-out.

Ricevetti molti complimenti, era evidente che il prodotto era vincente!

E tutti quelli che precedentemente mi avevano criticato…..muti! Ahahah…

A quel punto dovevo condensare il tutto in un “case studies”.

Mi contattarono quelli di “Shark-Tank”, un programma di Italia 1 che valutava (e nel caso  finanziava) nuove idee d’avanguardia.
Una volta passato i vari “provini”, andai dritto dritto a Roma per registrare la puntata.
Il mio progetto fu selezionato come “idea vincente” di quella puntata. Aggiunsi la soddisfazione a quella che ormai iniziava ad esser una piccola collezione.

Un pomeriggio, mentre ascoltavo Albertino su radio Deejay, sentii che c’era in studio come ospite un grande produttore italiano che ha uno studio a Las Vegas da diversi anni. E, cosa importante, che lui, giornalmente, era in contatto con decine e decine di djs di fama mondiale.

Ricordo bene che mi si accese una lampadina. Vista la difficoltà che trovavo nel contattare DJ di fama mondiale dall’Italia, decisi di provare a contattarlo per esporgli il progetto ed i risultati conseguiti sino a quel punto.

Il colloquio concessomi fu di pochi minuti, ma, fortunatamente, furono sufficienti per fargli intuire le potenzialità del servizio che avevo ideato. Due settimane dopo ero da lui a Las Vegas!

Spiegai che il mercato dei grandi disc-jockey è accessibile solamente ai grandi Club.
Mentre, la maggior parte dei locali più piccoli, non possono permettersi dj-set d’un certo livello.

Un problema di “accessibilità”, su cui arroccai il mio business.

Il progetto partì ufficialmente. Fondammo la Holocryptics.

L’obiettivo era quello di migliorarsi day by day, quindi, sin da subito, ci mettemmo a lavoro per ottimizzare il nostro “prototipo” e, quindi, l’output finale.

Ci cimentammo in uno studio approfondito che ci potesse permettere di rappresentare il dj in modo più realistico.

3 anni di duro lavoro e taaaac….avevamo un prodotto finito.

Dopo aver registrato oltre 50 ore di intrattenimento di qualità con alcuni djs del panorama di Las Vegas e li abbiamo inseriti in un e-commerce collegato al dispositivo, che permette di selezionare e riprodurre la messa in onda degli spettacoli in consolle.

Ci piaceva l’idea di creare non solo un servizio in grado di riprodurre spettacoli singoli ma qualcosa di più. Così, tramite un’app, abbiamo fatto sì che, comodamente dal proprio telefonino, si potesse controllare il dispositivo. Come?
Selezionando e mandando in riproduzione uno degli show del nostro catalogo; in qualsiasi momento, senza bisogno di un tecnico in loco che debba supervisionare l’operazione.

Il dispositivo ormai era in grado di far comparire un dj in consolle, a grandezza reale, con la semplicità di un click.

Dopo ogni upgrade tecnologico, eravamo soliti a testare la singola ottimizzazione.
Fu la volta di un locale in centro a Las Vegas e, morale della favola,  il direttore se ne innamorò.

Sottoscrisse con noi un contratto di 14 mesi e ancora oggi, dopo 2 anni, l’installazione è presente all’interno del locale.

Iniziarono riproducendo 30h al mese per arrivare, nei mesi successivi, a riprodurne oltre 100.

Era diventato troppo facile e divertente poter selezionare un dj dal telefonino e vederlo apparire magicamente sul palco.

L’unica modifica che ci chiesero fu la possibilità di implementare la play list per programmare più DJset consecutivamente, feature che rilasciammo qualche mese dopo.

La presenza dell’installazione in centro a Las Vegas ci diede un’ottima esposizione mediatica; le chiamate si intensificarono, in tanti iniziarono a cercarci.

La scalata sembrava esser servita….

I nostri show trovarono spazio non solo a Vegas ma in tutta l’America, fummo addirittura ingaggiati da Redbull, Coca Cola, Riot Games, Capitol Factory, Capitol Record, Focal e molti altri.

Ma poi, sul più bello….

Arrivò questo dannato Covid e il mondo dell’intrattenimento si arenò d’improvviso.

Dopo un frangente emotivamente complicato, iniziamo a veder la luce.

Non appena si potrà ripartire, siamo convinti di poter essere la soluzione in un periodo in cui di certo non si potranno destinare grandi budget artistici.

Posso immaginare quale può essere la vostra prima domanda, clubbers:

 “Di quali dj potete disponete?”

La risposta è semplice: tutti.

Una volta instaurato un network di locali possiamo ingaggiare tutti i djs del panorama nazionale o internazionale dividendone il costo tra tutti i locali.

La parola d’ordine è… fare network.

Abbiamo intenzione di attivare un servizio per ogni area, in modo che solo un locale, in quella determinata zona geografica, possa aver a disposizione questo tipo d’intrattenimento, ospitando virtualmente djs da tutto il mondo.

I dj-set saranno aggiornati mensilmente tramite web, in modo che sul catalogo ci siano sempre nuovi spettacoli da proporre alla clientela.

Noi non vogliamo assolutamente sostituirci ai djs resident, sia ben chiaro.
E non vogliamo neanche paragonarci ad una serata con il dj di fama mondiale di presenza.

L’esperienza “live” sarà sempre migliore, senza ombra di dubbio.

Ci piacerebbe soltanto poter ampliare l’offerta dell’intrattenimento. Ad un costo accessibile.

E, riuscendo ad attrarre al locale più clienti, speriamo di poter generere un grande vantaggio per tutti.

W la Notte. W la Musica. Sempre.

[ Fabrizio Masili ]

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