Club Brand e il Club Branding

Ti è mai stato richiesto di posizionare il nuovo Brand di un locale, o riposizionarne uno morente?

Beh, in entrambi i casi credo sia prima necessario riuscire a chiarire cosa sia un Brand nel mondo del Clubbing. 

Strategicamente, “Club Brand”, è un termine composto che definisce l’identità di un locale.

Ogni singola “club-identity” dovrebbe esser unica. Dovrebbe, a rigor di logica differenziarsi da tutte le altre, più o meno come succede per le nostre impronte o per il nostro Dna.

Un “Club Brand” non è solo quello inciso sull’insegna luminosa che domina l’ingresso del club stesso. 

E non è neppure la mera architettura, nè il design interno. 

Secondo me, un brand, nel mondo della notte, è molto di più.

È la risultante di tutte le emozioni, delle sensazioni, dei pensieri, delle immagini, della storia, e perché no, di tutti i pettegolezzi e gli aneddoti che aleggiano intorno a quel determinato locale.

È il sentimento interiore che scaturisce in una persona quando si parla di quel locale, di quel progetto, di quella specifica serata! Quando pensi ad un brand, ti devono obbligatoriamente venir in mente un sacco di sensazioni. E, più il brand di un club è potente, e più affioreranno in te “good vibes” ogni volta che lo si nomina.

Vuoi un esempio?
Sicuramente conosci il ToyRoom di Roma! Un piccolo club in piazza Barberini che, personalmente, rispetto molto, nonostante non sia il mio genere… A prescindere, non si può di certo dire che non sia un brand forte!
Eppure quando ho sentito la notizia, che, con ogni probabilità, avrebbe potuto esser acquisito dal gruppo Pacha…..nel mio “io” più profondo, ho pensato: “Figataaa”!!!! 
Vedi, stiamo parlando sempre di quelle quattro mura, ma, in me, il brand “Pacha” non fa altro che impennare quelle “good vibes” che citavo prima.

Un brand è l’asset più importante che qualsiasi locale possa avere.

È il cuore. È l’anima. È la sua essenza. La sua personalità.
Un “qualcosa” di intangibile che i clienti percepiscono un po’ dal marketing e dalla pubblicità, un po’ dal design interno, un po’ dai professionisti che ci lavorano dentro, un po’ dalla sua storia e da ciò che si dice in giro.



Una cosa importante, da tenere sempre a mente è questa:
a seconda di come un cliente percepisce un club-brand, varia il livello di fiducia.

Questa relazione di fiducia crea fedeltà al brand stesso, che a volte può anche durare un’intera vita, se non generazioni. 

Una Brand-Identity forte, nel mondo della notte, potrebbe spostare gli equilibri economici del locale in questione.
Sto parlando di differenze in bilancio di centinaia di migliaia di euro, non pizza&fichi.

Immagina ci siano 500 persone disposte a pagare qualche euro in più per poter partecipare ad una Festa particolare anziché alle solite serate (un po’ più cheap e rigorosamente standardizzate)…
Cosa accadrebbe? Beh, se si guarda alla singola serata, l’incasso sarebbe maggiore di poche migliaia di euro, ma se si considerasse un’intera stagione, si raggiungerebbero cifre a 5, o forse 6 zeri…. 

Il “Club Branding” è il processo di riconoscimento, costruzione e messa a terra del brand di quella discoteca.

La chiave del branding è la coerenza.

Che vuol dire?!

Che ogni elemento della pubblicità, del design e del marketing dovrebbe ricalcare fedelmente i medesimi valori, i valori che vuol far trasparire quel brand. Dovrebbe sprigionare la medesima personalità e le medesime sensazioni attraverso gli stessi toni e lo stesso mood. 

È più facile a dirsi che a farsi però!! Soprattutto quando hai a che fare con un considerevole numero di “media”. 

Tuttavia, più “media” si riescono ad integrare con successo in questo mix, e maggiore sarà la potenza empatica della “Brand Experience”. 

Senza coerenza, l’epilogo è scritto.
Il brand del locale (o del format) si indebolisce mentre i clienti (o i followers) percepiranno “confusione”, una delle più acerrime nemiche della comunicazione moderna.

Devi sapere che la “Visual Branding” è solo un filone del Design pubblicitario, che, a sua volta è solo una parte della costruzione del “Club Brand” stesso.

A livello grafico, ci sono un sacco di tecniche riguardanti la scelta dei fonts, la scelta dei pantoni e delle “palette-colori” del club in questione. Oppure, se si parla di comunicazione “video”, bisogna aggiungere la scelta degli attori / testimonials, più altre tecniche mnemoniche (aiutini che si danno alla memoria come una voce fuori campo o un jingle altamente riconoscibili).

Ma molto prima che il team creativo del locale arrivi a prendere queste decisioni, il reparto marketing e quello strategico del locale, dovrebbero aver già creato le “fondamenta” del brand (che quei pazzi dell’Hub Creativo Really chiamano “Brand Pillars”).

Solo dopo questa fase, il Visual Brand del club, o del singolo progetto, potrà esser integrato e tradotto in comunicazione (e/o allestimento concreto).

Il discorso della coerenza è strettamente legato a quello delle nicchie e a quello del “Positioning“.
E allora:

Club Brand Specialisti VS Club Brand Generalisti

Perché all’alba del 2022 avere un locale generalista potrebbe essere un enorme problema?
Perché quando un “Club Brand” prova a rispondere ai bisogni di tutti, finisce per non soddisfare i desideri di nessuno!!

Nel momento in cui si concepisce un brand, lo si deve fare con un “posizionamento” ben definito. 

Bisogna prendere una decisione, bisogna scegliere quale nicchia accontentare e poi….farlo!

Attraverso il sistema valoriale che “emana” la propria Brand-Identity.

Come fa un locale a scegliere l’agenzia o il professionista a cui affidare il branding??

Una cosa è certa, laffffuori è pieno di cialtroni che non vedono l’ora di “spiumare” (come polli d’allevamento) chiunque bussi alla loro porta.  Sfruttano il fatto che la maggior parte dei players notturni non abbiano molte digital skill per “inchiapp….arli” allegramente.

Personalmente io diffido dal 99% delle Agenzie. Quasi tutte bravissime a parole, un po’ meno con i fatti. 

Il mio personale consiglio è quello di affidarsi a giovani creativi, giovani freelance.
Il fatto è che, anche quando si parla di freelance, è d’obbligo esser in grado di valutarli bene.

Nel caso qualcuno avesse bisogno contatti, all’interno della community Clubbers, è stata aperta una “work-room”, in cui molti digital-marketers si sono candidati. 

Molti non sono all’altezza ma, qualcuno di loro, è davvero “cazzuto”.
Quindi scrivetemi pure in pvt nel caso, vi metto in contatto tranquillamente, senza intermediazioni. È questo lo spirito che deve regnare nella Tribù del Clubbing. Fratellanza e condivisione!

Aiutarci a vicenda. Sempre.

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