INTERVISTA A MICHELE PANZIERI (RADIO HOUSE)

Prima di intervistarlo, lasciate che vi spieghi un po’ chi è questo interessante personaggio, ovviamente “clubber vero”.

Dunque….Classe 1976, musicista polistrumentista, producer, dj e speaker radiofonico. Questo e molto altro è Michele Panzieri, negli anni novanta protagonista della scena blues polistrumentale con diversi gruppi e come session man. È tra i fondatori di Radio House, che da quasi un anno trasmette elettronica di qualità sette giorni su sette, 24 ore al giorno, tramite il suo sito internet e la sua app. Su Radio House, Panzieri conduce tutti i giorni (dal lunedì al venerdì dalle 19 alle 20) il programma People In Da House. Gli altri programmi di Radio House? Supernova con Andrea Medri e Martina Berloni (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 11), My Religion con Dj Thor (dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 17), We Groove con James Barbadoro (sabato e domenica dalle 19 alle 20) e Do You Remember House di e con Eddy Kisses (tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 13 alle 14); People In Da House e Supernova vanno in onda in contemporanea in FM su Radio Veronica e Radio Arancia. Tra le novità imminenti di Radio House, una fascia dedicata ai mixati firmati dalle migliori etichette discografiche elettroniche italiane e straniere. Di tutto questo e molto altro abbiamo parlato con Michele Panzieri in questa intervista in esclusiva per la Community di Clubbers.

Ok, direi che possiamo partire….
Pronti?! Partenza…VIA!

Partiamo dalla notizia più fresca. Le riaperture delle discoteche: la tua opinione?

Le discoteche sono sinonimo di libertà e evasione, ideali per dimenticare per qualche ora la vita quotidiana. Troppe regole, troppi paletti rischiano di farne perdere un po’ il senso: l’importante era comunque ripartire, con tutte le attenzioni del caso.

Che cosa va bene e che cosa non va bene in quanto stabilito dall’esecutivo per le riaperture?

Sono scettico in merito al mancato utilizzo delle mascherine proprio in pista, un controsenso. Quando la si deve tenere non la si indossa e viceversa.  Per quanto riguarda le capienze, danneggiano i piccoli club, mentre quelli più grandi sono meno penalizzati, anche da un punto di vista visivo, diciamo.

Locali e serate. Che cosa hai in programma? Andiamo per ordine:

Circolove.

Circolove: apriremo a breve, credo intorno a metà dicembre, anche se non mi spiacerebbe l’idea di ripartire sabato 1° gennaio 2022. Venerdì 10 dicembre suonerò al Peter Pan di Riccione.

Spazio Webo.

L’attuale programmazione prevede concerti acustici, autoriali e cantautoriali. Spazio Webo è un auditorium, dove si va soltanto ed esclusivamente per la musica, se ne è sempre ammaliati e sta diventando anche un punto di riferimento autorevole per audizioni e saggi. Più avanti proporremo live più elettronici, hip hop e rock psichedelico puntando soprattutto su gruppi stranieri, in modo da conoscere sound più diversi possibili tra loro.

Radio House.

Siamo molto soddisfatti di questi primi mesi di Radio House: quality dance 24 su 24 con una selezione sopraffina. Vogliamo portarla in FM sia per una questione di prestigio sia perché manca in Italia un’offerta come la nostra, come era Italia Network negli anni novanta o come l’attuale Ibiza Global Radio.

Restiamo in ambito radiofonico. Che cosa deve proporre una radio per distinguersi in un mercato sempre più inflazionato e omologato?

Si deve osare e puntare sulle radio di settore. Nel rock Virgin, Capital e Radio Freccia ci sono arrivate, seppur con tanti anni di ritardo, così come si sente la mancanza di una radio 100% hip hop; secondo me è il momento di abbandonare il concetto di radio generalista, per quanto esistono realtà come Radio 3 e Radio 24 molto valide, premiate con il prestigio e con gli ascolti.

Che cosa consigli a chi voglia lanciare una radio?

Non si deve approcciare la radio con l’idea di fare gli appassionati di musica, che vogliono mettere i propri dischi e raccontarli. La radio è un mestiere, va studiata, necessita di suoi tempi e di un proprio linguaggio: la radio deve fare la radio, non deve agire a favore di telecamera e social: le basi in questo senso sono fondamentali, così come è indispensabile stare sul pezzo con un linguaggio moderno. In poche parole, non ci si improvvisa.

Come scegli una traccia da proporre in radio?

In radio scelgo le tracce con criteri diversi rispetto a quelli che utilizzo per le mie serate. Punto su brani che sono autentici viaggi mentali, sonorità suggestive ed elettroniche, che in radio funzionano tantissimo, in quanto non infastidiscono chi ascolta facendo altro ed emozionando chi è attento al 100%. Radio House nasce con un’idea minimal, che ha la sua personalità ma non è mai invasiva né affaticante.

E in una serata?

Ho sempre amato i dj ortodossi e monogenere ma… io non ce la faccio! Scelgo che pezzi che mi piacciono e che posso intuire possano funzionare in certi momenti delle serate, sempre e comunque lasciando spazio alla sana improvvisazione, alle scelte del momento, creando ogni volta la onda sonora giusta e coerente. Tutto dipende anche dall’umore mio e dalla serata stessa. Evito di rifugiarmi nella comfort zone, per questo lascio a casa le pennette USB con le tracce che so essere sicure. Si deve osare, fare ricerca, far divertire senza avere chissà quale bagaglio di conoscenza pronto all’uso.

Un’ultima domanda. Il tuo rapporto con i social?

Un rapporto… a distanza. Li utilizzo per promuovere quello che faccio, stando molto attento ai loro linguaggi: se ho qualcosa da raccontare lo faccio, altrimenti non mi ordina nessuno di farlo per forza. Metto i like e condivido a quello che mi piace: nel complesso lo definirei un rapporto sano.

[ di Dan Mc Sword ]

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